Reggia di Caserta e Borgo di Casertavecchia

Caserta non ha solo la Reggia Vanvitelliana tra le sue bellezze. Oltre ai fastosi ambienti interni ed esterni della settecentesca residenza borbonica visiteremo il grazioso borgo medievale di Casertavecchia. Qui ci aggireremo tra strette stradine e caratteristiche abitazioni e ammireremo il Duomo di San Michele Arcangelo, costruito a partire dal 1113 in stile romanico, e ciò che resta del Castello sorto nel IX sec. D.c.

Casertavecchia sorge alle pendici dei monti Tifatini  e le sue origini ancora oggi non sono certe, ma secondo alcuni scritti del monaco Benedettino Erchemperto che risalgono all’anno 861, si parla di un primo nucleo urbano, sulle montagne denominate  “Casahirta” (dove casa sta per villaggio e hirta o erta per aspra, ripida, di difficile accesso). Il Borgo originalmente edificato su un pre-esistente villaggio romano nel corso degli anni ha subito varie dominazioni. Originariamente appartenne ai Longobardi e nell’879 fu dato al Conte Pandulfo di Capua. Nel secolo IX a seguito di vari eventi bellici, quali incursioni saracene e devastazioni di Capua, gli abitanti e il Clero si videro costretti a cercare rifugio in luoghi più sicuri, come quelli montani. E fu proprio in seguito a questi eventi che la popolazione aumentò notevolmente. cosicché vi fu trasferita anche la sede vescovile. Nel 1062 Casertavecchia venne occupata da Riccardo I di Aversa e da qui ebbe inizio la dominazione Normanna che portò il paese al suo massimo splendore nell’anno 1100-1129 con la costruzione della attuale Cattedrale sotto l’episcopato di Rainulfo e la sua consacrazione nell’anno 1153 al culto di San Michele Arcangelo. Altri feudatari successero a Riccardo I, finché il Borgo non passò sotto la dominazione degli Svevi con Riccardo di Lauro (1232-1266), il quale ne accrebbe la fama e lo valorizzo fino a farlo giungere al suo massimo splendore e importanza anche in campo politico. Pare che si debba proprio a Riccardo di Lauro la costruzione al Castello della grande torre cilindrica superstite. Nel 1442 il Borgo passa sotto la dominazione aragonese, e qui inizia la sua parabola discendente: Casertavecchia vede lentamente decadere la sua importanza, poiché la vita incomincia a svilupparsi in pianura. Restano a Casertavecchia solo il vescovo e il seminario, che continuano a dare una minima importanza al paese. Questo fino all’anno 1842, quando Papa Gregorio XVI ne sancì il definitivo trasferimento alla “nuova Caserta”.

In seguito, con il dominio dei Borbone e la costruzione della Reggia di Caserta, il nuovo centro di ogni attività diventa la stessa “nuova” Caserta dove gli abitanti della “vecchia” cittadina dovettero spostarsi a vivere. A ricordo ancora dello splendido passato che fu restano il Duomo, il campanile, i resti del castello e le strade dell’intero Borgo tutte in stile siculo-normanno.

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