Reggia di Caserta e San Leucio

La Reggia di Caserta e San Leucio compongono il tour giusto per restare ammaliati dai fasti borbonici. Nell’area definita “Terra di Lavoro” sorge una residenza degna delle principali residenze reali europee, la Reggia di Caserta, una delle principali opere realizzate dalla dinastia dei Borbone. La bellezza di tale opera, eretta a partire dal 1752, è merito del genio di Luigi Vanvitelli, i cui progetti originali sono visibili nel Museo dell’Opera, interno alla Reggia. I lussuosissimi appartamenti presentano ancora arredi dell’epoca ed interessanti opere d’arte. Da non perdere anche la visita al Parco che, con splendide cascate e statue, costituisce un formidabile completamento della reggia. La Reggia di Caserta si presenta come un vero e proprio complesso monumentale che occupa 45.000 mq e è disposta su cinque piani. Sulla facciata principale si aprono 143 finestre e nel palazzo ci sono ben 1200 stanze e 34 scalinate. L’edificio è fabbricato in mattoni e i due piani inferiori sono rivestiti con lastre di travertino. L’intera struttura è coronata da un’ampia cupola centrale. Visitando il suo interno si è stupiti dal continuo susseguirsi di stucchi, bassorilievi, affreschi, sculture, pavimenti a intarsio. Notevoli sono quelli della Sala di Astrea, della Sala di Marte e della Sala del Trono. Quest’ultimo è il più grande degli appartamenti reali ed era adibito al ricevimento delle personalità. Le parti più scenografiche della reggia sono probabilmente l’insieme dell’atrio e del monumentale scalone d’onore e la cappella. Lo scalone è un’invenzione dell’arte scenografica settecentesca e collega il vestibolo inferiore e quello superiore, dal quale si accede agli appartamenti reali. La Cappella Palatina, progettata dal Vanvitelli fin nelle decorazioni, è di certo l’ambiente che più di ogni altro mostra una chiara analogia con il modello di Versailles.

Carlo di Borbone nel 1750 acquistò dai principi Acquaviva di Caserta la collina di San Leucio, tenuta di caccia poco distante dalla Reggia. Il successore di Carlo, il figlio Ferdinando, pensò di promuovere la tradizionale attività di tessitura della seta e vi costituì una fabbrica per la produzione serica. In breve tempo trasformò tutto il territorio in un borgo manifatturiero, con una colonia stabile di setaioli. San Leucio è un esempio concreto della politica riformatrice dei Borbone che costruivano nuovi borghi per sperimentarvi impianti industriali sulla scia delle riforme e degli del “dispotismo illuminato” europeo della metà del ‘700.  I nuclei più importanti sono l’appartamento reale, la sezione dell’archeologia industriale con l’esposizione degli antichi strumenti di lavoro, il museo della seta, i giardini del Belvedere e la casa del tessitore. Il borgo è organizzato con al centro la piazza della seta e il portale settecentesco che dà accesso alla reggia-filanda e ai quartieri con le case operaie. Lo stile è razionale, funzionale e semplice, con decori essenziali.

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Reggia di Caserta