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Festa di Piedigrotta

La Piedigrotta è la più tumultuosa, gioconda e pittoresca delle feste popolari napoletane.

Le sue origini risalgono alle antiche celebrazioni dei baccanali erotici, antichissimi riti che si celebravano di notte a ritmo di canti osceni intorno al simulacro del dio Priapo.

Una festa legata visceralmente a due luoghi simbolo della città: la Cripta Neapolitana, in cui si celebravano le orge in onore di Priapo e il Santuario di Piedigrotta che sostituì, una volta cristianizzato il culto, la più antica cappella pagana situata nella grotta.

La statua e la sua chiesa di Santa Maria di Piedrigrotta, rifatta e ingrandita nel XVI secolo, divennero il centro della devozione del borgo marinaro e della sua festa, che fu fissata all’8 settembre, giorno della natività di Maria.

La festa, con la sua “Parata di Piedigrotta” alla quale partecipavano anche dignitari del regno, corpi militari in parata, pellegrini e delegazioni di paesi vicini, divenne dal 1528, anno della prima partecipazione del viceré, una delle più importanti di Napoli.

Nel 1835 la festa diviene una grande manifestazione canora che si è modificata ed arricchita negli anni.

Attraverso questa festa, a partire dall’Ottocento, si diffuse la canzone partenopea con i temi di episodi di vita,di costume e di cronaca cittadina.

Solo per citare alcuni titoli di autori celebri nati durante questa festa: “Io te voglio bbene assaje” di Raffaele Sacco; “E spingole francese” di Salvatore di Giacomo, “funiculì funiculà” di Peppino Turco; “O sole mio” di Giovanni Capurro e molti altri…





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